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dellarole paolo

 

VERCELLI 31-08-2021 Il clima pazzo sconvolge la natura con l’addio ad un vaso di miele Made in Italy su quattro. Incendi, siccità, bombe d’acqua, grandinate e gelo hanno compromesso pesantemente la vita delle api, portando ad un crollo di circa il 25% della produzione nazionale nel 2021. È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti sulla base dei dati della banca dati dell’European Severe Weather Database (Eswd).

 

“L’andamento climatico anomalo con l’inverno bollente, le gelate primaverili ed una estate divisa tra caldo africano, siccità e violenti temporali, specie nel mese di luglio – sottolineano il presidente di Coldiretti Vercelli-Biella Paolo Dellarole e il direttore Francesca Toscani - hanno distrutto le fioriture e creato gravi problemi agli alveari con le api che, non solo, non hanno la possibilità di raccogliere il nettare, ma spesso sono rimaste uccise dagli agenti atmosferici. Il raccolto di miele, di fatto, è uno tra i più bassi degli ultimi decenni”.

 

“Un segnale di difficoltà per le api nostrane che – continuano Dellarole e Toscani - sono un indicatore dello stato di salute dell’ambiente e servono al lavoro degli agricoltori con l’impollinazione dei fiori. Tre colture alimentari su quattro dipendono in una certa misura per resa e qualità dall’impollinazione dalle api, tra queste ci sono le mele, le pere, le fragole, le ciliegie, i cocomeri ed i meloni secondo la Fao”

 

“Per evitare di portare in tavola prodotti provenienti dall’estero, spesso di bassa qualità, occorre – precisano Dellarole e Toscani – verificare con attenzione l’origine in etichetta oppure di rivolgersi direttamente ai produttori nelle aziende agricole, negli agriturismi o nei mercati di Campagna Amica. In Italia esistono più di 60 varietà di miele a seconda del tipo di “pascolo” delle api: dal miele di acacia al millefiori (che è tra i più diffusi), da quello di arancia a quello di castagno (più scuro e amarognolo), dal miele di tiglio a quello di melata, fino ai mieli da piante aromatiche come la lavanda, il timo e il rosmarino”.

 

 

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