VERCELLI 12-04-2021 Domani, 13 aprile, la Federazione Italiana Pubblici Esercizi scenderà in piazza a Roma, a pochi metri da Montecitorio, per una protesta ordinata quanto decisa. Sarà presente il presidente Jose Saggia. Diverse piazze in Italia saranno in collegamento con Roma; Ascom Confcommercio Vercelli ha deciso di organizzare in città un sit-in allargato a tutte le categorie del commercio del turismo e dei servizi colpite dalle restrizioni. Nei prossimi giorni verranno rese note le informazioni relative alla manifestazione. Giuseppe Saggia, presidente Fipe provinciale: «Sono pronto a portare la voce di tutto il Commercio della provincia e dei colleghi siano essi Ristoratori, pizzaioli o

baristi. E’ giunto il momento di portare a Roma tutta la frustrazione che abbiamo dentro. Abbiamo bisogno del nostro lavoro principalmente perché  è  la  nostra vita  e  perché siamo  stati  abbandonati  dai  nostri  rappresentanti in  Parlamento, che con ristori ridicoli offendono la nostra dignità di lavoratori e cittadini italiani».Il Presidente Fipe nazionale Stoppani: «Il combinato di incertezza e mancanza di prospettive fa male quasi più delle chiusure. La situazione è complessa, ma senza prospettive certe e credibili si finisce nel caos». Il prossimo 13 aprile è stata convocata in piazza a Roma l’assemblea straordinaria della federazione per chiedere direttamente al governo, e alla politica in generale, un impegno preciso: una data della ripartenza e un piano per farlo in sicurezza. Sarà una forma di protesta ordinata e costruttiva, coerente con lo stile di una Federazione che ha sempre cercato un confronto con le istituzioni, rifuggendo populismi, polemiche e strumentalizzazioni e che oggi vuole dare un altro segnale forte. «Da mesi Fipe diffonde incessantemente la voce e i bisogni delle imprese del settore sui media, presso  le  istituzioni  e  sui  territori –spiega  il  presidente  Lino  Enrico  Stoppani-. Sentiamo  però  la responsabilità di dare un segnale forte e pubblico davanti all’ultimo decreto del Governo che rinvia nuovamente  la riapertura  dei  ristoranti  e  dei  bar  ad  eventuali decisioni  del  Consiglio  dei  Ministri. Non si può continuare a lanciare la palla in avanti, perché le imprese non sono in un campo di gioco, ma  in  una  palude».