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PIEMONTE- 19-10-2020-- Acquisizioni dei dispositivi

di protezione individuale, processamento dei tamponi e gestione dell’emergenza nelle residenze sanitarie assistite: sono i temi affrontati nel corso dell’audizione davanti al gruppo di lavoro per l’indagine conoscitiva sulla gestione Covid del commissario generale e coordinatore dell’Unità di crisi per la gestione dell’emergenza, Vincenzo Coccolo, e del commissario giuridico-amministrativo Antonio Rinaudo.

Coccolo ha svolto una sintesi dell’attività svolta dalla sua nomina, ricordando come l’Unità di crisi venne strutturata per aree, al fine di una gestione coordinata delle azioni che la Regione doveva svolgere per minimizzare gli effetti della pandemia.

“Un modello organizzativo che ha consentito di dare risposte significative - ha detto -. Sull’area ospedaliera si è lavorato per garantire a tutti l’accesso alle cure, sono state attivate 479 postazioni di terapia intensiva e generati 5050 posti letto come punta massima durante la pandemia. Al 27 maggio, quando iniziò la fase di rapida discesa, i ricoverati erano stati oltre 17 mila, con il 72 per cento di dimessi e, purtroppo, il 27 per cento di deceduti”. In totale, le terapie intensive attivate in emergenza per pazienti Covid e non Covid sono state 580.

L’area giuridico-amministrativa coordinata da Rinaudo gestiva i rapporti con l’autorità giudiziaria, rispondendo alle richieste connesse ad eventuali indagini e procedendo ad effettuare segnalazioni e denunce su situazioni anomale. Inoltre svolgeva attività di supporto all’ufficio acquisti attraverso la  schermatura delle ditte che si proponevano per le forniture di dpi, attività svolta in stretta collaborazione con l’Agenzia delle dogane e dei monopoli.

Sulle Rsa, Rinaudo ha spiegato che fu costituito un gruppo di lavoro dedicato, la cui attività ha consentito di acquisire materiale cospicuo su ogni singola struttura, di monitorare costantemente le criticità che man mano si presentavano e di segnalare preventivamente quanto acquisito alle varie procure per la valutazione di eventuali illeciti penali.

Rinaudo ha anche ricordato la collaborazione con i Nas sulla gestione degli acuti ospedalieri connessi al Covid e tutta l’attività connessa all’attivazione dei posti letto Covid all’interno delle Ogr di Torino.

Marco Grimaldi (Luv) ha posto una serie di domande sulle forniture di dpi, in particolare sull’accordo con il gruppo Miroglio per la produzione di mascherine, e sui percorsi e le strutture attivate per ospitare i malati non autosufficienti positivi al Covid dimessi dagli ospedali tra febbraio e marzo 2020.

Anche il presidente del gruppo di lavoro Daniele Valle e Domenico Rossi (Pd) si sono soffermati sul tema delle acquisizioni di dpi, per capire quali indicazioni sono state date alle Asl e quando gli acquisti sono passati dall’Asl To3 in capo ad Scr. I commissari hanno inoltre chiesto chiarimenti su quanti laboratori nelle prime fasi avessero i macchinari per effettuare i test sui tamponi e sulla rendicontazione dei fondi raccolti con le donazioni. 

Per il M5s è intervenuto Sean Sacco, che ha chiesto come verrà gestita la riprogrammazione dei posti letto in caso di ulteriore aumento dei ricoveri per Covid e in che modo saranno gestiti i ricoveri che non necessitano di ospedalizzazione.

Sul tema dpi il commissario giuridico-amministrativo ha specificato che non rientrava tra i suoi compiti quello di svolgere attività investigativa sulle forniture già passate al vaglio dell’ufficio acquisti al momento del suo ingresso in unità di crisi. Inoltre, gli auditi hanno specificato che una nota dell’8 marzo dava disposizione alle aziende sanitarie di procurarsi le attrezzature o tramite l’unità di crisi o con acquisti diretti, linea successivamente confermata e formalizzata con una nota del 3 aprile, in cui si ribadisce che “le forniture dell’unità di crisi sono integrative e non sostitutive delle forniture ottenute con le consuete modalità di approvvigionamento delle Asr”. Per alcuni dpi a protezione degli operatori sanitari, è stato specificato che si è riusciti a mantenere un buon livello di attenzione ricorrendo anche a prestiti da altre Regioni e con l’aiuto del dipartimento nazionale di Protezione civile e  poi del commissario Arcuri.

Sui tamponi Coccolo ha poi spiegato che all’inizio la Regione non era organizzata per avere una produzione di test sufficienti, anche perché non esisteva una rete di laboratori, ma singole strutture slegate tra loro. A fine aprile, grazie al lavoro di raccordo fatto, si è passati dai 500 iniziali a 5000 tamponi processati.

 

 

 

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