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SVIZZERA- 26-01-2021--Negli anni 1970 lavoravo a Milano come Rappresentante delle Ferrovie Svizzere e ho potuto vedere con i miei occhi e sentire nel portafoglio come, dopo la crisi della benzina, la Lira perdeva ogni mese in modo spettacolare il suo valore. Anche in Svizzera i prezzi salivano, ma specialmente in Italia tutti i prodotti essenziali costavano ogni mese di più. I risparmi degli Italiani perdevano molto del loro valore.  Attualmente nessuno pensa più all’ inflazione.

Gli esperti finanziari sono quasi tutti dell’avviso che, essendo i mercati regolati, questo pericolo non esiste più! Secondo la mia esperienza c’è poco da fidarsi, quando manca una voce critica. Le nuove generazioni non sanno della terribile erosione dei risparmi -accumulati con fatica in lunghi anni- di allora. L’autorevole “Neue Zürcher Zeitung” ha pubblicato un articolo che ricorda quei momenti drammatici, che nessuno vorrebbe rivivere.  Analizzando il momento attuale, in cui molti stati ed anche l’Unione Europea fanno debiti senza limiti, stampando biglietti di banca giorno per giorno, si dimentica che ogni debito dev’essere prima o poi pagato.

Un famoso economista anni fa diceva: “Non esistono pranzi gratis”, con ragione. Qualcuno alla fine deve pagare il pranzo che ho ricevuto gratis. Se non noi, i nostri figli o nipoti.  Proprio grazie alla pandemia l’economia ha capito che deve riorganizzare il flusso delle merci: non va più bene dipendere al 100% da fornitori molto lontani, all’altro capo del mondo. Questo ripensamento aumenterà sicuramente i costi di produzione e stoccaggio. Considerando anche che il costo del lavoro sta salendo, non solo in occidente ma in tutto il mondo, è facile prevedere che i prodotti finali costeranno di più…

Per tanti anni la razionalizzazione ed i bassi costi di lavoro hanno calmierato i prezzi.   La riorganizzazione del flusso delle merci + i costi di produzione  e del lavoro in aumento, fanno salire i prezzi e quindi aprono la via all’ inflazione..  Che cosa può fare il singolo cittadino? Io consiglio sempre d’investire nella propria “casa” e mantenerla bene, anzi adeguarla alle moderne possibilità come ad es.: produrre energia in proprio per il riscaldamento e l’acqua calda e fare così una cosa buona per l’ambiente, per la società e per sè stessi. 

L’Italiano medio, e lo noto con piacere, è per il 75% proprietario della casa in cui vive, in maggioranza anche già con l’ipoteca ammortizzata: un investimento sicuro! Purtroppo in Svizzera solo il 58% degli abitanti è proprietario di casa e tutti coloro che hanno potuto acquistarla, vi hanno sopra un’ipoteca, perché in questo modo possono detrarre il debito dalle tasse.. Non è una buona politica: in caso d’ inflazione il modello italiano è migliore – di questo sono convinto.  Walter Finkbohner

 

 

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