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PIEMONTE - 31-7-2025 –- La Giunta regionale ha approvato il nuovo Piano Socio Sanitario, il documento che guiderà le politiche di salute e assistenza sociale nei prossimi anni. «Una giornata storica», l’ha definita il presidente Alberto Cirio, sottolineando che si tratta del primo vero aggiornamento dopo trent’anni.
Secondo Cirio, è la fine di una fase segnata da soluzioni d’emergenza e l’inizio di una pianificazione strutturata, che integra ospedali, territorio e servizi sociali. Il piano prevede anche l’introduzione della figura del direttore sociosanitario nelle ASL, segno concreto – ha detto – di «quella integrazione tra sanità e sociale di cui si parla da tempo ma che finora era rimasta sulla carta».
Per l’assessore alla Sanità Federico Riboldi, l’obiettivo è chiaro: ridurre la rinuncia alle cure da parte di chi, per motivi economici o logistici, oggi si rivolge al privato o rinuncia del tutto. «O la sanità è universale, o non è», ha commentato.
Tra le novità, si punta su una riorganizzazione della medicina di base e territoriale, su un nuovo sistema di prenotazione unico e digitale con l'uso dell'intelligenza artificiale, sull’avvio di programmi di screening più estesi per neonati (celiaci e diabete in articolare) e sulla promozione della salute mentale, anche attraverso una presa in carico più precoce. Verranno create nuove strutture sanitarie e introdotti ruoli specifici per migliorare l’accoglienza e la qualità degli ambienti ospedalieri. Si guarda anche alla ricerca, con la candidatura di nuovi IRCCS pubblici per limitare la mobilità dei pazienti verso altre regioni.
Importante anche il capitolo sociale. L’assessore Marrone ha parlato di «una sanità finalmente costruita sulle fragilità reali», citando i bambini che non nascono per mancanza di sostegno, i malati cronici, le famiglie che si fanno carico di assistenze complesse. Il piano destina 5 milioni ai caregiver familiari – il Piemonte sarà tra le prime tre regioni italiane per investimenti in questo ambito – e conferma misure per favorire la natalità e sostenere i bambini nei primi anni di vita (30 milioni FSE per il “Buono Vesta” destinato ai bambini 0–6 anni).
Si aggiorna inoltre la normativa per le strutture residenziali, adeguandola ai nuovi bisogni di anziani, disabili, minori e persone con dipendenze. Si rafforza l’integrazione tra servizi sociali e sanitari, con équipe multidisciplinari, percorsi assistenziali condivisi e maggiore coinvolgimento del Terzo Settore.
«Abbiamo riscritto la carta d’identità socio-sanitaria del Piemonte – hanno dichiarato Riboldi e Marrone – ed è la prima volta che questo viene fatto insieme a pazienti, operatori, sindacati e territori».
Il piano ora prosegue il suo iter verso l’approvazione definitiva.


