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BIELLA SEDE PROVINCIA

 

 

BIELLA 2-8-2025  Da maggio 2024 l’Ufficio Caccia e Pesca, facente parte dell’Area Tutela e Valorizzazione Ambientale della Provincia di Biella, si è “rinforzato” grazie all’assunzione di sette guardie provinciali. I nuovi assunti, dopo circa due mesi di formazione specialistica nel 2024 e sotto la guida delle colleghe e dei colleghi che già erano in forza nel servizio, stanno lavorando e collaborando sul territorio da oltre un anno per dare forma e contenuto ai compiti che sono propri del loro ruolo.

Sono attività che certo non si esauriscono nella sola vigilanza, in sanzioni o azioni di contenimento della fauna selvatica (in particolare i cinghiali) e per la salvaguardia delle coltivazioni, pur essendo queste operazioni di massima importanza, che occupano una rilevate parte del loro lavoro.

Il commento

«Esprimo grande soddisfazione per il reinserimento del corpo delle guardie venatorie provinciali. – afferma il Presidente Emanuele Ramella Pralungo - Si tratta di un risultato importante, che restituisce al territorio una presenza costante e qualificata di personale specializzato, impegnato ogni giorno nella tutela dell’ambiente e nella salvaguardia della flora e fauna del territorio Biellese».

 

 

Le attività “sul campo” che caratterizzano il lavoro delle guardie provinciali sono nel complesso piuttosto varie e si possono suddividere in: attività riguardanti la vigilanza degli ambienti naturali, attività conseguenti l’adozione dei piani di contenimento della fauna selvatica, attività riguardanti la pesca e attività di protezione della fauna e degli ambienti.

In termini di tempo impiegato per gestirla - in ogni suo aspetto - il contenimento della fauna selvatica in applicazione del piano faunistico venatorio è senza dubbio una delle attività principali. I piani quinquennali sono redatti sulla base di censimenti delle specie che abitano il nostro territorio e/o sui danni causati alle colture agricole: monitorando sia lo stato di salute che la distribuzione delle specie rispetto alla vastità e alle caratteristiche del territorio. Il piano di gestione che ne scaturisce è uno strumento sostenibile.

«Il ritorno “in forze” in servizio di queste figure professionali – aggiunge il Presidente - rappresenta un presidio fondamentale per il rispetto delle regole, la prevenzione degli illeciti ambientali e la valorizzazione e la salvaguardia del nostro patrimonio naturale. Li ringrazio sinceramente per la competenza e il senso del dovere con cui svolgono questo importante ruolo al servizio della collettività».

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