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NOVARA/VERCELLI - 10-11-2019 - Preoccupazione di Coldiretti dopo la notizia del ritiro dal mercato di alcune tonnellate di riso da un'azienda pavese che sarebbe stato destinato alla vendita in confezioni che lo descrivevano come coltivato in Italia ma che in realtà sarebbe stato coltivato e lavorato in Spagna. “Ci uniamo alla preoccupazione espressa dai colleghi di Coldiretti Pavia per ciò che è accaduto, e ribadiamo che la vicenda è da chiarire in tutti i suoi aspetti, auspicando che errori del genere non si ripetano più” – dice Paolo Dellarole, presidente di Coldiretti Vercelli – Biella con delega al settore risicolo. – “È per evitare vicende come queste che ci battiamo per una etichettatura sempre più chiara. Si tratta di tutelare i consumatori, che devono ricevere informazioni corrette e complete per poter scegliere in libertà se privilegiare riso italiano e locale rispetto ad altri prodotti coltivati in altre parti d’Europa, a volte con regole diverse dalle nostre, ad esempio in Spagna sono autorizzati fitofarmaci per la risicoltura diversi rispetto all’Italia. Per questo occorrono etichette sempre più precise riguardo alla provenienza dei prodotti, che permettano a chi acquista di scegliere consapevolmente. Abbiamo appena inviato a Bruxelles un milione di firme con l’iniziativa ‘Stop Cibo Anonimo’: per chiedere che sia resa obbligatoria nelle etichette l’indicazione di origine dei prodotti. La Commissione Europea ora dovrà prendere in esame la nostra richiesta e ci auguriamo lo faccia al più presto, perché le norme europee che entreranno in vigore nel 2020 riguardo all’etichettatura rischieranno di confondere nuovamente le idee ai consumatori”.

 

 

 

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