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cota roberto

La riapertura delle scuole

è diventata un percorso ad ostacoli. Le lezioni riprenderanno in ritardo (dal 14 settembre) e con molte incertezze. Le incertezze sono dovute all'applicazione delle regole elaborate dal ministero. Si tratta delle disposizioni sul distanziamento che contingenteranno gli accessi di alunni in classi e plessi scolastici. Poiché gli spazi non sono sufficienti, si parla di spostare le classi da una scuola all'altra e di requisire palestre ed altre strutture. La ricerca delle difficili soluzioni pratiche, poi, viene scaricata a livello di amministrazioni locali e di dirigenti scolastici. Oltre che problemi organizzativi, ci saranno problemi per l’allestimento degli spazi e per il reperimento del personale che presidi le strutture. Dopo mesi di incertezze, la soluzione partorita è fonte di ulteriori incertezze. La paura di prendere decisioni ha prodotto per mesi un affastellarsi di pareri e soluzioni. Penso che le risorse per la scuola italiana debbano essere impiegate in strumenti didattici, in formazione e miglior retribuzione degli insegnanti. Gli edifici, poi, vanno modernizzati, ma a prescindere dal Covid, e gli interventi non vanno pensati in base ad una situazione emergenziale. Altrimenti, passato il Covid, tra qualche mese ci ritroveremo con interventi perfettamente inutili (tipo allestimento di strutture temporanee). La soluzione avrebbe potuto essere più semplice. 1) ripresa delle lezioni nelle attuali classi e nelle attuali strutture. 2) scaglionamento di qualche minuto nelle entrate e nelle uscite. 3) rispetto delle normali regole per evitare il contagio, cioè uso della mascherina durante i momenti di socialità e disinfezione delle mani prima di entrare in classe.

Regole di buon senso (che manca).
Buona domenica e buona settimana.

Roberto Cota

 

 


 

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